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Storia e tradizioni

Il primissimo nucleo abitato di Arzachena risale al 1716 e nasce intorno alla piccola chiesa campestre di Santa Maria di Arzaghena (divenuta poi Santa Maria Maggiore), su iniziativa del governo Piemontese. Un'esigenza nata per ripopolare la Gallura e per ottenere l'assoggettamento della popolazione locale fino ad allora ostile nei confronti delle truppe occupanti. Dopo la costruzione della nuova chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve, nel 1776, il villaggio si sviluppa rapidamente e nel 1920 il nome viene modificato da Arzaghena in Arzachena. La strada statale 125 Olbia-Palau, costruita 6 anni dopo, mette fine all'isolamento di questo centro, ma il vero sviluppo si ha solo dal 1962 quando un gruppo di operatori sotto la guida dell'Aga Khan Karim si riunisce nel "Consorzio Costa Smeralda", per sfruttare turisticamente le coste incontaminate della zona. Prima di quella data Arzachena aveva poco più di 4.000 abitanti, oggi è diventata una città che ne conta più di 10.000.

L'origine del toponimo "Arzachena" è incerta. Fra le diverse ipotesi, considerando il caratteristico colore turchino del cielo, si predilige l'interpretazione suggestiva di "luogo dell'azzurro". Il più antico insediamento nella zona è collocabile in età preistorica, a partire dal V millennio a. C., ed è legato alle culture del megalitismo, la cui classificazione ha permesso di identificare il fenomeno noto nel mondo archeologico come "Cultura di Arzachena". In questo periodo lo sviluppo dell'architettura nuragica è caratterizzato da forme di particolare maestosità, soprattutto per quanto riguarda le tombe di giganti. Queste fanno capo a estesi insediamenti costituiti da nuraghi, sia semplici che complessi, attorno ai quali si sviluppano spesso villaggi particolarmente articolati (si vedano, ad esempio, i complessi di La Prisgiona e di Malchittu).

In età storica, dopo sporadiche incursioni puniche, assume particolare significato la presenza romana, a tal punto che è possibile trovare citata nell' "Itinerarium Antoniniano" (una sorta di carta stradale dell'Impero) la stazione di Turibulum Minus, dislocata fra il golfo di Arzachena e l'attuale centro abitato.

Il dialetto parlato è quello gallurese, un dialetto essenzialmente corso - con influssi derivanti dal substrato logudorese - molto simile a quello che si parla nel distretto di Sartene, nel sud della Corsica. Questo dialetto, diffuso in tutta la Gallura, è il risultato della ripopolazione del territorio operata dai pastori corsi e dalle loro famiglie a partire dal 1600 fino a metà del '800. Ad Arzachena ha sede anche la consulta per la difesa di questo dialetto: la Consulta Intercomunale del Gallurese.

Una tradizione tipica della zona è la cosiddetta "Agliola", vale a dire la separazione del grano dalla spiga, che avveniva nel mese di luglio con un rito tipicamente gallurese.